Visita i nostri canali social

Abitare il dolore, attraversare la trasformazione La danza come linguaggio di cura

Abitare il dolore, attraversare la trasformazione La danza come linguaggio di cura

28 gen/26

Nel dialogo tra danza, musica e spazio storico prende forma la coreografia di chiusura di Vestis et Vulnus.
Benedetta Lupo, Insegnante coreografa della Scuola di Danza Città di Pavia, racconta il processo creativo che ha trasformato un’immagine potente del passato in un’esperienza corporea contemporanea, dove il movimento diventa luogo di ascolto e trasformazione.

1.     La coreografia di chiusura prende ispirazione da un’immagine storica molto potente, come l’affresco della peste e la figura di San Carlo Borromeo nel Salone degli Affreschi. Da dove siete partiti per tradurre questo riferimento in movimento?

L'immagine coreografica iniziale parte proprio da una delle scene descritte nel quadro, seppur senza volerne imitare meramente la forma: il senso, infatti, non è tanto quello di tradurre in un senso compiuto ciò che il quadro trasmette, ma piuttosto di trovare dentro le interpreti una connessione vera e attuale con ciò che la rappresentazione pittorica esprime al giorno d'oggi, reinterpretando quindi in chiave contemporanea sia il concetto che gli strumenti per esprimerlo. In questo quadro s'inserisce anche il meraviglioso musicista che accompagna la danza, e che quindi le dona un'altra dimensione ancora. Ergo, i livelli sono parecchi: c'è il quadro, con gli appestati e San Carlo Borromeo; c'è la danza, con le interpreti e le loro storie; e c'è la musica, con Eros e la sua sensibilità artistica.

2.     Come si può raccontare, attraverso il corpo, un passaggio dal dolore alla trasformazione senza renderlo narrativo o didascalico?

La risposta sta già nella domanda: entrando nel corpo. La danza, soprattutto quella contemporanea, porta con sé il grande privilegio (e, perché no, allo stesso tempo, limite), di non rifarsi ad una logica consequenziale che proceda sempre in modo coerente e lineare: la parola, qua, non esiste, e quindi nemmeno la didascalia. Il processo creativo prende avvio con delle domande molto intime poste alle danzatrici, che hanno tradotto le proprie storie cariche di dolore (ma anche di resilienza, cura, e fede) in movimento. Da qui nasce tutto, e anche se lo spettatore non potrà sapere la storia che c'è dietro ad ogni movimento, percepirà la forza della trasformazione umana che accomuna la coreografa, le danzatrici, il musicista, gli spettatori, gli appestati, e così via.

3.     Danzare in un luogo così carico di storia e significato che tipo di responsabilità e di ispirazione comporta per i danzatori?

L'ho chiesto direttamente a loro: “Proprio per l’importanza storica e prestigiosa del collegio la responsabilità maggiore è quella di provare ad avvicinare un’arte relativamente “nuova” ad un qualcosa di così duraturo nel tempo affinché si possano rendere altrettanto duraturi la nostra arte e il nostro messaggio” – (cit. di Serena)

Aggiungo, da coreografa, che la danza riempie i luoghi e allo stesso tempo è condotta dall'energia che quegli stessi luoghi emanano: ne consegue che il rapporto danza-luogo è assolutamente interdipendente e bilaterale, motivo per cui è un grande onore abitare con il movimento uno spazio ricco come quello del Collegio Borromeo.

4.     In che modo questa esperienza si inserisce nel percorso formativo ed umano dei giovani danzatori coinvolti?

Le danzatrici coinvolte studiano da parecchi anni nella Scuola di Danza Città Di Pavia, e seppur il livello sia alto, non lo fanno per mestiere: questo, in realtà, aggiunge una connotazione ancora più interessante a quello che è il loro percorso didattico con me, che in questo caso vesto sia i panni di insegnante che di coreografa. L'esperienza non si manifesterà nell'inserimento di un lavoro nel loro curriculum artistico (appunto perché, essendo amatrici, non ne hanno uno); bensì in qualcosa di più radicato e profondo: nei giorni successivi torneranno ai loro lavori, e cosa gli sarà rimasto? Che valori aggiunti porteranno con loro nella vita di tutti i giorni? Naturalmente, la risposta varia da situazione a situazione, ma sicuramente ne usciranno diverse...per l'appunto: trasformate. 

X
    Azienda con sistema di gestione per la Qualità Certificata
    Centro registrato in QuESTIO, la mappatura dei soggetti attivi nel campo della ricerca e dell'innovazione
    Organization Accredited by Joint commision internatoional