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“Novembre deve diventare il mese della salute maschile”

“Novembre deve diventare il mese della salute maschile”

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28 nov/19

Maria Laura De Cristofaro, presidente di Europa Italia Onlus, associazione attiva da 15 anni nella prevenzione e nella corretta informazione sui tumori maschili. “Gli uomini devono essere più attenti alla loro salute”

 

Qual è in genere l’atteggiamento degli uomini verso i controlli periodici per la prevenzione oncologica?

È necessario colmare una lacuna di conoscenza. Agli uomini adulti va detto chiaramente: essere informati salva la vita. Occorre prendere d’esempio la cultura femminile dell’attenzione alla propria salute, un patrimonio che la donna detiene e maneggia per l’intera famiglia, che ha riversato nel volontariato oncologico femminile prima e che sta investendo nel volontariato oncologico maschile ora.

 

Come si può favorire la sensibilizzazione sui tumori “maschili”, come quello della prostata, considerando la reticenza di molti nel sottoporsi a controlli?

L’informazione ha un valore strategico e quella corretta è facilmente reperibile sui siti delle associazioni di volontariato oncologico, come Europa Uomo Italia. Le campagne di sensibilizzazione sui tumori maschili e più in generale sulla salute maschile sono fondamentali: stiamo lavorando perché novembre venga riconosciuto come il mese dedicato alla salute maschile. Perché i fiocchi azzurri siano altrettanto visibili di quelli dell’”Ottobre Rosa” dedicato alla prevenzione del tumore al seno. I numeri del tumore alla prostata sono importanti: si stimano oltre 36.000 nuovi casi nel prossimo anno.

 

I pazienti colpiti da tumori prostatici hanno facile accesso alle informazioni sulla loro patologia, alle terapie adeguate e alle visite di controllo post-terapia?

Sicuramente oggi l’accesso all’informazione non è adeguato, soprattutto per quanto riguarda le alternative terapeutiche. Non è chiaro ai pazienti che il tumore alla prostata può essere trattato con la chirurgia, con la radioterapia e con la sorveglianza attiva. Compito del medico e dell’equipe medica multidisciplinare è far comprendere bene al paziente, all’esito della diagnosi, quali sono le alternative terapeutiche disponibili nel suo caso. Il paziente ha il diritto di essere messo nelle condizioni di scegliere. Per ciò la sanità pubblica ha avuto e deve avere un ruolo trainante e insostituibile: le equipe multidisciplinari, così come gli studi sulla sorveglianza attiva, ne sono un esempio. Inoltre, sin dall’avvio del percorso diagnostico, è cruciale la qualità della vita del paziente. Non si tratta di un’espressione vuota: si pensi a quanto è importante avere una risposta in tempi rapidi sulla modifica di una terapia i cui effetti collaterali incidono in modo sensibile sulla vita quotidiana.

 

Qual è il bilancio dei primi quindici anni di Europa Uomo e quali obiettivi vi ponete per il futuro?

L’associazione è ormai riconosciuta dalla comunità scientifica nazionale ed europea per l’impegno rigoroso e appassionato a sostegno dei diritti e dei bisogni dei pazienti di tumore alla prostata. Il punto di vista del paziente e delle associazioni di pazienti ha assunto maggior importanza. L’informazione va rivolta anche a chi paziente non è, come abbiamo fatto più di recente con le campagne e iniziative di sensibilizzazione sulla salute maschile. Per il futuro, il lavoro è moltissimo. Due sono gli obiettivi ambiziosi ma concreti, mutuati dall’esperienza del volontariato oncologico femminile: far riconoscere novembre come mese dedicato alla salute maschile; e assegnare i Bollini Blu agli ospedali attenti alla salute, alla prevenzione e alla cura dei tumori maschili. E intanto molto altro.

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