Oltre i confini della fisica tradizionale: l'Adroterapia del futuro nel racconto di Vittoria Pavanello
Oltre i confini della fisica tradizionale: l'Adroterapia del futuro nel racconto di Vittoria Pavanello
29 mag/26
Dal punto di vista istituzionale e accademico, l’eccellenza tecnologica di Fondazione CNAO non si misura soltanto attraverso la precisione clinica dei suoi trattamenti, ma anche attraverso la qualità e la visione dei percorsi formativi di cui è colonna portante. Il dottorato di ricerca "THE HADRON ACADEMY: Risk and complexity in high tech medical innovation" incarna perfettamente questa missione culturale.
Ma cosa significa, concretamente, vivere questo connubio tra fisica d’avanguardia e realtà clinica? Lo abbiamo chiesto a chi questa avventura la sta vivendo in prima linea: Vittoria Pavanello, dottoranda in Fisica Medica presso CNAO.
La scelta: quando la fisica incontra la salute del paziente
Dopo la laurea magistrale in Fisica, la tentazione della pura ricerca teorica cede il passo a un desiderio più profondo: applicare la scienza dove può fare la differenza, direttamente sulla salute umana.
"Ero interessata a un percorso che mi permettesse di confrontarmi con ambiti applicativi al di fuori della classica ricerca di base," racconta Vittoria. "Durante l’università mi ero già avvicinata alla Fisica Medica e mi stimolava l’idea di portare avanti un progetto legato all’applicazione della fisica in ambito sanitario. La possibilità di svolgere il dottorato in un ambiente trasversale come quello di CNAO è stata particolarmente interessante, perché vedevo l’opportunità di fare ricerca senza essere inserita in un contesto accademico completamente scollegato dalla clinica." Una scelta non priva di dubbi iniziali, divisa com'era tra la scuola di specializzazione classica e la ricerca trasversale, ma che oggi Vittoria definisce senza esitazione come "una scelta che mi sta ripagando con molte soddisfazioni".
Il progetto: un "cocktail" di ioni per colpire il cuore del tumore
Il lavoro di ricerca di Vittoria si inserisce perfettamente nello spirito pionieristico di CNAO e punta dritto all'ottimizzazione dei piani di trattamento oncologici attraverso una strategia innovativa: la combinazione di differenti specie ioniche all'interno di un unico trattamento.
L'obiettivo scientifico è ambizioso e di straordinaria eleganza dosimetrica. L'idea chiave è sfruttare i vantaggi fisici e radiobiologici intrinseci di ogni particella: gli ioni più pesanti (come il carbonio e potenzialmente l'ossigeno) per distruggere con massima efficacia ed energia il cuore denso e radioresistente delle lesioni tumorali; le particelle più leggere (come i protoni e, in prospettiva futura, le particelle alpha) per irradiare le aree periferiche del target, riducendo al minimo assoluto il danno collaterale ai tessuti sani circostanti.
La prima fase del progetto prevede un'attenta analisi retrospettiva della coorte di pazienti già trattati con ioni carbonio presso il nostro Centro, per mappare gli aspetti biologici e dosimetrici perfezionabili. Subito dopo, la ricerca passerà alla fase di simulazione in silico per testare la fattibilità e valutare il reale impatto clinico e i limiti di questa avveniristica tecnica combinata.
Tra sfide, stress e collaborazioni internazionali: la "montagna russa" del PhD
Uscire dalla comfort zone della fisica nucleare "tradizionale" per immergersi in una realtà multidisciplinare a stretto contatto con medici, radioterapisti e con la realtà quotidiana del paziente può essere destabilizzante. Vittoria non lo nasconde: "Se inizialmente questo cambiamento è stato un po’ disorientante, nel tempo mi ha dato grandi soddisfazioni: ho avuto modo di imparare molto anche in ambiti lontani dal mio percorso di studi".
Il percorso d'eccellenza della Hadron Academy offre anche l'opportunità di aprirsi al mondo con collaborazioni e visite presso istituti internazionali, esperienze che Vittoria descrive come straordinari acceleratori di crescita, "non solo dal punto di vista della ricerca, ma anche umano e professionale".
Ovviamente, la ricerca di frontiera è un percorso tortuoso. Ci sono momenti in cui le idee non si traducono in risultati immediati, i vincoli esterni rallentano il lavoro e la pressione aumenta.
"Per me è stato spesso una montagna russa," confessa Vittoria con un sorriso, "ma mi sono sempre piaciuti i parchi divertimento. In questo, lavorare in un team estremamente supportivo e piacevole fa davvero la differenza in un percorso lungo e impegnativo come il dottorato."
L'identikit del dottorando ideale
A chi si sente pronto a raccogliere il testimone e a candidarsi per i prossimi cicli della Hadron Academy, Vittoria lancia un messaggio chiaro: questo percorso non è per chi cerca la linearità, ma per chi ama le sfide complesse. I requisiti fondamentali non si leggono solo sui libri di testo: servono curiosità scientifica, una spiccata capacità di adattamento quando gli esperimenti deviano dalle aspettative, un'innata apertura mentale verso discipline lontane dalle proprie e, non da ultimo, il desiderio profondo di confrontarsi con una realtà e un network internazionali.
La testimonianza di Vittoria Pavanello ci ricorda che l'innovazione di CNAO non cammina solo sulle gambe di tecnologie imponenti, ma si alimenta ogni giorno del coraggio, della curiosità e della passione dei giovani scienziati che scelgono di mettersi in gioco per scrivere, insieme a noi, il futuro della medicina.