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Intervista a Francesca Merzagora, Presidente Osservatorio nazionale sulla salute della donna

Intervista a Francesca Merzagora, Presidente Osservatorio nazionale sulla salute della donna

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12 nov/15

FRANCESCA MERZAGORA

Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna

Onda, che tra poco compie 10 anni, è l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e nasce con l’obiettivo di promuovere una cultura della salute di genere e per garantire alle donne il diritto alla salute.

Come è nata l’idea?

L’idea di fondare l’Osservatorio è nata nel 2006 congiuntamente a me, al professor Alberto Costa, direttore della Scuola Europea di Oncologia e al professor Gilberto Corbellini, professore di bioetica e storia della medicina presso il Dipartimento di medicina sperimentale e patologia dell’Università di Roma "La Sapienza”. Ci siamo resi conto che le donne risultavano svantaggiate rispetto agli uomini nella tutela della loro salute, e che occorreva promuovere una consapevolezza sociale e individuale sui fattori di rischio legati alla salute femminile. I bisogni di salute femminile sono specifici, molte patologie appartengono tipicamente alle donne, ma alcune, a causa del modificarsi degli stili di vita che un tempo erano appannaggio solo degli uomini, le rendono bersagli ugualmente vulnerabili. Inoltre, le donne vivono più a lungo degli uomini, ma si ammalano di più, usufruiscono maggiormente del Sistema Sanitario Nazionale e consumano più farmaci peraltro studiati quasi unicamente sugli uomini. Per questo ci siamo dati come obiettivo principale la promozione della salute di genere, per una medicina “ritagliata” sulle esigenze dell’individuo.

L’Osservatorio vuole sollecitare l’attenzione delle Istituzioni, del mondo della medicina, delle aziende, delle associazioni di pazienti e della popolazione femminile e incoraggiare le donne a svolgere un ruolo attivo nei confronti della propria salute in tutti gli ambiti, dal mondo del lavoro, alla creazione di politiche sanitarie ad hoc.

Il 24 ottobre avete presentato il Manifesto sulla salute della donna. Tra gli obiettivi si trova “Lottare per la riduzione dei tumori femminili”. Quali sono le priorità per raggiungere questo obiettivo? Crede che le donne siano sufficientemente informate sull’importanza della prevenzione?

Dopo le malattie cardiovascolari, i tumori rappresentano la principale causa di morte femminile, responsabili ogni anno del decesso di 486 donne ogni 100.000 sopra i 75 anni e di 150 dai 55 ai 74 anni. In Italia sono stimati circa 87.000 casi/anno di tumori maligni su tutta la popolazione femminile in età 0-84 anni. L’oncologia, in considerazione dell’impatto clinico-epidemiologico e socio-economico dei tumori femminili, rappresenta senza dubbio una delle aree tematiche su cui l’Osservatorio è maggiormente impegnato. A testimonianza di questo impegno abbiamo deciso di inserire un punto dedicato al tema all’interno del “Manifesto sulla salute della donna” che è stato presentato lo scorso 24 ottobre in EXPO. I nostri sforzi si concentreranno su quelli che riteniamo gli obiettivi fondamentali da raggiungere: coinvolgere le Istituzioni per la definizione d’interventi di programmazione sanitaria mirati a offrire omogeneamente sul territorio nazionale servizi clinico-diagnostici e terapeutico-assistenziali sicuri e di qualità; informare la popolazione, sensibilizzarla e aumentarne la consapevolezza in particolare sugli aspetti che riguardano la prevenzione (quale unica ed efficace arma di difesa contro le malattie); migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi del SSN. Nel perseguimento di quest’ultimo obiettivo, dal 2007 Onda promuove i Bollini Rosa (www.bollinirosa.it) le strutture ospedaliere premiate per la loro particolare attenzione verso la salute femminile offrendo servizi dedicati di prevenzione, diagnosi e cura nonché servizi per l’accoglienza delle pazienti e dei familiari tarati sulle specifiche esigenze dell’utenza rosa. Abbiamo dunque grandi aspettative per il prossimo futuro in termini di ulteriore miglioramento della prognosi oncologica di queste pazienti, attraverso l’utilizzo di terapie più mirate e l’identificazione di strumenti affidabili per la diagnosi precoce.

Per saperne di più sui tumori femminili

http://www.ondaosservatorio.it/focus-onda/oncologia/tumori-della-mammella/

 Spesso una persona colpita da un tumore o più in generale da una grave malattia è disorientata e non sa a chi rivolgersi. Nello stesso tempo ha a disposizione su Internet una miriade di informazioni. Quale consiglio darebbe come aiuto per trovare la strada migliore per affrontare la malattia senza perdersi nei meandri del web?

Il web è un mezzo che certamente può aiutare ad arricchire il proprio bagaglio culturale, ma al contempo non può e non deve mai sostituire il parere dello specialista. Anche perché affidarsi completamente al web è un errore che potrebbe costare caro: non è difficile, infatti, trovare informazioni sbagliate, approssimative o interpretabili in modi diversi. I vari blog e forum di salute possono essere utili, in un momento di difficoltà anche emotiva per confrontarsi dal punto di vista umano e di esperienze pregresse con altre donne che magari hanno vissuto o vivono lo stesso problema, ma non possono sostituirsi al parere di un medico.

Risulta fondamentale rivolgersi sempre a strutture specializzate nella patologia di interesse che dunque possano garantire i migliori percorsi di diagnosi e cura.

Negli ultimi anni la tecnologia ha portato alla realizzazione di terapie sempre più mirate (l'adroterapia è un esempio). Cosa ne pensa?

Queste terapia rappresentano una “risorsa” preziosa per i pazienti oncologici e che rispondono sempre più alla necessità di una medicina personalizzata, tarata cioè sulle specificità e sulle esigenze individuali. Purtroppo queste nuove terapie, sempre più mirate, non sono accessibili a tutti i pazienti in maniera omogenea a livello nazionale con conseguenti inique differenze interregionali. In questo la sensibilizzazione e la responsabilizzazione delle Istituzioni risulta fondamentale per garantire a tutti questi pazienti il diritto alla miglior cura e a una migliore qualità della vita.

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