Quali i risultati dei recenti studi
L’IMPORTANZA E I VANTAGGI DELL’APPROCCIO OLISTICO
31 mar/25

“Tutti noi prima o poi nel corso della nostra vita riceviamo una diagnosi, dal morbillo alla depressione, un giorno arriva qualcuno che seduto dall’altra parte della scrivania ci dirà qualcosa che potrà cambiare la nostra vita in meglio o in peggio. Ci farà una diagnosi che ci accompagnerà per un tratto della vita o per sempre e che magari modificherà il nostro modo di guardare noi stessi o il futuro”. Questo è l’inizio del libro di Vittorio Lingiardi (1).
La parola diagnosi deriva dal greco e significa “conoscere attraverso”, quindi essa è prima di tutto un processo di conoscenza che il paziente si trova a vivere insieme al medico. Tale processo si realizza al meglio se c’è uno spazio relazionale tra i due, nel quale incontrarsi . Il paziente, con il suo mondo e il suo contesto di relazioni, con la sua unicità, deve essere posto al centro di questa relazione. Qualcuno ha anche detto che “la miseria massima della malattia è la solitudine”, e per aiutare il paziente a uscire da questa solitudine sono necessari un ascolto empatico, e la capacità di restituire al paziente e alla sua famiglia non solo una diagnosi e le sue procedure di cura, ma una relazione di alleanza alla quale appoggiarsi e nella quale trovare rifugio nei momenti di paura o di timore. Ogni individuo e ogni storia, infatti, sono irripetibili e meritano di essere compresi nella sua interezza.
Negli anni, la sopravvivenza dei pazienti oncologici è notevolmente migliorata, evidenziando la necessità di un approccio multidisciplinare e olistico che li supporti durante l'intero percorso di cura e oltre. La presa in carico olistica in oncologia considera il paziente nella sua totalità, non solo sotto l'aspetto fisico, ma anche emotivo, psicologico, sociale e spirituale. Riconoscendo l'unicità di ogni individuo, questo approccio si integra con le terapie oncologiche, rispondendo alle esigenze globali del paziente e offrendo un supporto completo a 360 gradi. Include supporto psicologico per gestire le emozioni e lo stress, sostegno sociale per garantire il supporto della rete familiare e comunitaria, assistenza nutrizionale e fisica per mantenere il benessere durante e dopo i trattamenti, e, se richiesto, supporto spirituale per affrontare le riflessioni esistenziali legate alla malattia.
Per quanto riguarda, in particolare, l’attività fisica questa si è rivelata efficace nel ridurre l'impatto di sintomi come la fatigue e nel migliorare la salute mentale dei pazienti, contribuendo, insieme alle terapie mirate, a diminuire ansia e depressione (2). Nella revisione sistematica della letteratura condotta da Pegreffi et al. (3), che ha esaminato undici studi controllati randomizzati (RCT) su interventi di attività aerobica, di resistenza e di yoga in pazienti con neoplasia ovarica, è emerso un miglioramento della performance fisica, una riduzione della fatica e dei sintomi depressivi. In particolare, le pazienti che seguivano un programma di esercizio di intensità moderata, pari ad almeno 150 minuti settimanali, mostravano i benefici più duraturi.
Tra gli effetti collaterali dei trattamenti oncologici si annovera la neuropatia periferica che può manifestarsi con vari sintomi debilitanti, come dolore, sensazioni anomale (parestesie), riduzione della forza, diminuzione della sensibilità e alterazioni della percezione del corpo (propriocezione). Queste problematiche possono compromettere l'equilibrio, ridurre la mobilità e rendere difficoltoso lo svolgimento delle normali attività quotidiane, con un impatto negativo significativo sulla qualità della vita. Anche in questo contesto l’attività fisica combinata alle terapie standard, sembra avere avere un impatto positivo (10) migliorando anche la qualità di vita dei pazienti (9).
Anche la preabilitazione si inserisce nel supporto olistico al paziente oncologico. Negli ultimi anni, soprattutto nel Nord Europa, si sta lavorando per integrare la preabilitazione nei percorsi di cura, con risultati positivi, in particolare per quanto riguarda il miglioramento delle performance del sistema immunitario e della qualità della vita. I dati mostrano che i pazienti che praticano regolarmente attività fisica prima di un intervento chirurgico oncologico tendono ad avere tempi di degenza più brevi e a recuperare più rapidamente. La preabilitazione, inoltre si è dimostrata promettente nel ridurre la tossicità e migliorare la qualità della vita anche prima di trattamenti oncologici non chirurgici, rappresentando un passaggio da un approccio medico reattivo a uno proattivo (6) (11) (12).
Oggi la medicina del futuro si basa sulle cosiddette 4 P: preventiva, predittiva, personalizzata e partecipativa.
La medicina preventiva mira ad anticipare le malattie attraverso stili di vita sani, diagnosi precoci e monitoraggio dei parametri di salute. Ciò porta a contribuire all’alleggerimento dei costi sanitari oggi purtroppo, spesso poco sostenibili. La medicina predittiva, grazie ai progressi della genomica e delle tecnologie di analisi dei big data permette di identificare fattori di rischio individuali offrendo la possibilità di interventi mirati e personalizzati, per sviluppare terapie ad hoc riducendone gli effetti collaterali e massimizzando l’efficacia.
Infine la medicina partecipativa si fonda sull’idea che il paziente sia l’attore attivo del proprio percorso di salute coinvolto nelle scelte terapeutiche e supportato da strumenti digitali e tecnologici che tuttavia non possono e non devono prescindere da un costante attenzione e dal continuo dialogo con i professionisti sanitari.
L'integrazione di queste pratiche nella cura oncologica è fondamentale per promuovere una vita più sana e soddisfacente per i pazienti oncologici.
In futuro, sarà fondamentale approfondire l'approccio di presa in carico olistica del paziente, integrando ai trattamenti oncologici interventi che affrontino anche gli aspetti emotivi, psicologici, di benessere e sociali.
A CNAO, all’avanguardia nelle tecnologie e nei trattamenti, adottiamo un approccio olistico che pone grande attenzione alla persona nella sua totalità affinché ogni paziente possa affrontare la malattia con maggiore serenità. Ci impegniamo a soddisfare i bisogni sociali, offrendo supporto per l’alloggio residenziale, a facilitare la permanenza del paziente lontano da casa con iniziative locali che promuovono il benessere e incoraggino l’attività fisica nella natura. Inoltre, vi è la possibilità di effettuare counseling psico-oncologico sia per il paziente che per gli accudenti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita del paziente e della sua famiglia.
Bibliografia
1-Vittorio Lingiardi : “Diagnosi e destino” ed. Einaudi 2018
2-Sameena F. Sheikh-Wu, Debbie Anglade, Charles A. Downs: A cancer survivorship model for holistic cancer care and research. Can Oncol Nurs J. 2023 Jan 1;33(1):4-16
3-Francesco Pegreffi , Riccardo Di Fiore , Sherif Suleiman , Nicola Veronese ,Giorgia Fiorenza , Basilio Pecorino , Paolo Scollo , Jean Calleja-Agius : Exploring the impact of exercise on women with ovarian cancer: A call for more methodologically standardized RCTs to enable a realistic systematic review. Eur J Surg Oncol. 2024 Dec 15:109556
4-Viviana Cortiana , Rabab Hunaid Abbas, Soumiya Nadar , Diksha Mahendru , Jade Gambill ,Gayathri Pramil Menon , Chandler H. Park and Yan Leyfman: Reviewing the Landscape of Cancer Survivorship: Insights from Dr. Lidia Schapira’s Programs and Beyond. Cancers (Basel). 2024 Mar 20;16(6):1216
5-Megan Agnew , Lisa Cadmus-Bertram, Christian W Schmidt, Kristine Kwekkeboom, Amy Trentham-Dietz, Ronald Gangnon,Shaneda Warren Andersen: Physical activity and supportive care intervention preferences: a cross-sectional study of barriers in advanced cancer. BMJ Support Palliat Care. 2025 Mar 13:spcare-2025-005367
6-Efthymios Papadopoulos, Rachelle Brick b, Ailsa Sirois , B´ereng´ere Beauplet , Kelley C. Wood , Hannah Furness , Caitriona Barrett , Aida Ward , Jane Murphy, Megan Pattwell , Erna Carmen Navarrete , Kate Williams , Kristen Haase : Perspectives on prehabilitation for older adults with cancer: A report from the International Society of Geriatric Oncology (SIOG) rehabilitation group. J Geriatr Oncol. 2025 Mar 16;16(3):102224
7-Hye Sook Kim , Chaewon Yun : Effects of a sexual health enhancement program for women with breast cancer: A quasi-experimental study. Eur J Oncol Nurs. 2025 Mar 1:76:102852.
8-Chelsea J. Siwik · Kinnari Jhaveri · Jamie Alexis Cohen · Mikela Barulich · Alison Chang · Anna O. Levin ·Neha G. Goyal· Michelle Melisko · Margaret A. Chesney · Dianne Shumay: Survivorship wellness: a multidisciplinary group program for cancer survivors. Support Care Cancer. 2023 Oct 26;31(12):655
9-Jingsi Wen, Stanley Sai-chuen Hui, Edwin Chun-Yip Chin, Yijian Yang, Cindy Hui-ping Sit: The Effectiveness of Mind–Body Exercise on Health-Related Quality of Life and Mental Health During and After Breast. Worldviews Evid Based Nurs. 2025 Apr;22(2):e70008
10-Mark J. Miller, Daniel C. Hughes, Nydia T. Darby, Tim Calderon, Darpan I. Patel, Monica C. Serra, Amelie G. Ramirez, Alexis Ortiz, and Gustavo J. Almeida: Cancer Treatment: An Umbrella Review of Meta-Analyses for Randomized Controlled Trials. Balance Changes in Adult Cancer Survivors Participating in a 16-Week Therapeutic Yoga Program. Integr Cancer Ther. 2025 Jan-Dec:24:15347354241313048
11 -Jack S, Andritsch E, Joaquim A, Kreissl MC, Locati L, Netea-Maier RT, Reverter JL, Elisei R. Current landscape and support for practical initiation of oncological prehabilitation translatable to thyroid cancer: A position paper. Heliyon. 2024 May 11;10(10):e30723
12 -Santa Mina D., van Rooijen S.J., Minnella E.M., Alibhai S.M.H., Brahmbhatt P., Dalton S.O., Gillis C., Grocott M.P.W., Howell D., Randall I.M., Sabiston C.M., Silver J.K., Slooter G., West M., Jack S., Carli F. Multiphasic prehabilitation across the cancer continuum: a narrative review and conceptual framework. Front. Oncol. 2021
National Health Service: SCW Commissioning Support Unit Prehab4Cancer evaluation: greater manchester cancer.