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il primo dottorato di ricerca in adroterapia promosso dal CNAO e dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, in collaborazione con l’Università di Cagliari

THE HADRON ACADEMY

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29 ago/22

Arriva in Italia il primo dottorato di ricerca in adroterapia, "The Hadron Academy", promosso dal CNAO e dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia in collaborazione con l’Università di Cagliari. Il corso nasce per formare figure in grado di gestire e sviluppare progetti di ricerca legati all’adroterapia, con focus particolare sull'area tecnologica e biomedica. Il corso, aperto anche agli studenti stranieri, mette a disposizione 5 posti coperti da borsa di studio.

Il dottorato, della durata di 3 anni, è aperto e prevede 5 posti/anno di cui: 2 coperti con borsa di studio IUSS, 1 da borsa di studio finanziata dall’Università di Cagliari e 2 coperti con borsa di studio finanziata dalla Fondazione CNAO.
La scadenza per la presentazione delle candidature è fissa per il 9 settembre 2022 ore 13:00.
Le iscrizioni sono aperte.

Per maggiori informazioni:
https://fondazionecnao.it/ricerca/dottorato-di-ricerca-in-adroterapia

Ci racconta il progetto la professoressa Annalisa Bonfiglio, coordinatrice del dottorato e docente presso il dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica dell'Università di Cagliari.

A chi si rivolge e quali sono le peculiarità del dottorato "The Hadron Academy"?

Hadron Academy è pensato per formare ricercatori interessati alla soluzione di problemi complessi in ambito biomedicale. In questo senso, pur essendo declinato nell’ambito specifico dell’adroterapia, rappresenta un paradigma per l’intera comunità scientifica che lavora nell’ambito diagnostico, terapeutico, bioingegneristico. L’avanzamento delle tecnologie, infatti, ha aperto e sta continuando ad aprire nuove strade nell’ambito della medicina. Possiamo dire che la tecnologia oggi ha, di fatto, stemperato il confine tra le varie discipline che interessano lo studio e il trattamento delle patologie. Allo stesso tempo, dobbiamo però formare esperti che, pur provenendo da discipline differenti, siano capaci di confrontarsi e contribuire sinergicamente alla soluzione di problemi complessi come la cura del cancro.  Con The Hadron Academy vogliamo fare proprio questo.  Il programma è pensato per candidati provenienti dalle discipline biomediche, da quelle tecnologiche ma anche, per la prima volta, dall’ambito giuridico-economico-umanistico perché un approccio moderno alla cura delle malattie complesse non può prescindere dal considerare i diversi tipi di impatto che queste hanno, dall’organizzazione sanitaria alle implicazioni etico-giuridiche delle scelte dei professionisti del settore.

L’emergenza sanitaria a seguito della pandemia da Covid-19 ha rimesso al centro dell’attenzione il valore della cultura scientifica. Qual è il contributo che i nostri ricercatori possono dare in questo senso?

 Il Covid-19 ha dimostrato in modo drammatico quanto siamo interconnessi a livello globale. Ha fatto emergere in modo drammatico la complessità del nostro mondo, agli occhi di una società che invece tende a semplificare. Gli stessi scienziati sono stati colti impreparati dall’onda d’urto di questo evento. Ora abbiamo l’occasione di comprendere la necessità di un approccio scientifico ai problemi che la modernità ci presenta. D’altro canto, dobbiamo capire come affrontare la complessità con una visione globale, che non può essere quella di una sola prospettiva di competenza. Per questo che abbiamo bisogno di una nuova generazione di esperti che sia in grado di scendere nella profondità della propria disciplina senza perdere il contatto con la globalità del problema. Questa è l’ambizione che abbiamo avuto nel progettare questo percorso di dottorato.

Ritiene che i corsi di dottorato in ambito medico-scientifico in Italia siano sufficientemente attrattivi per gli studenti internazionali? Quali sono le possibili aree di miglioramento?

L’Italia ha avuto finora un sistema di formazione, a livello di dottorato, piuttosto rigido, che ha promosso la separazione tra le discipline. La complessità però richiede una maggiore flessibilità, richiede esperti capaci di dialogare tra loro, l’abbattimento delle barriere, senza paura di svalorizzare le singole competenze. Ritengo che un esperimento come il nostro vada esattamente in questa direzione e possa fare da apripista per altri percorsi di formazione alla ricerca in ambiti diversi. Il nostro è uno dei 6 paesi al mondo in cui l’adroterapia è disponibile per la cura dei pazienti oncologici, grazie all’eccellenza raggiunta da CNAO nei suoi oltre 20 anni di esperienza. Questo patrimonio di conoscenza e di esperienza, unitamente all’approccio alla ricerca multidisciplinare offerto dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS con l’apporto dell’Università di Cagliari, può costituire per gli studenti stranieri un’opportunità unica nel panorama internazionale dei corsi di formazione alla ricerca in ambito medico.

 

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