Comunicazione inclusiva in oncologia:
dal progetto ICARE le prime indicazioni per sviluppare materiali informativi più accessibili e rappresentativi
21 lug/26
Come rendere la comunicazione oncologica più inclusiva, accessibile e capace di rispondere ai bisogni di tutte le persone? È questa la domanda al centro del primo focus group promosso nell'ambito del progetto di ricerca ICARE, dedicato ai temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere (SOGI) nella comunicazione sanitaria.
L'iniziativa ha coinvolto professionisti sanitari, ricercatori, linguisti e rappresentanti delle associazioni AIMGAY, Bussole LGBT e CIG Arcigay Milano in un confronto multidisciplinare finalizzato a raccogliere indicazioni utili per la revisione e lo sviluppo di materiali informativi dedicati alla prevenzione e alla salute, con particolare attenzione ai contenuti relativi all'infezione da HPV.
Nel corso dell'incontro sono stati analizzati diversi materiali informativi, valutandone comprensibilità, linguaggio, struttura, rappresentazione visiva e capacità di raggiungere pubblici differenti. Il confronto ha restituito una valutazione complessivamente positiva, evidenziando al tempo stesso alcuni aspetti sui quali intervenire per rendere la comunicazione ancora più efficace.
Tra le principali indicazioni emerse figurano la necessità di utilizzare un linguaggio più semplice e diretto, ridurre la complessità dei testi quando possibile, valorizzare strumenti grafici come infografiche e schemi e rendere più immediata l'organizzazione delle informazioni, mettendo in evidenza i messaggi chiave. È stata inoltre sottolineata l'importanza di differenziare i materiali in funzione dei diversi destinatari, mantenendo sempre elevati gli standard di accuratezza scientifica.
Uno dei temi più approfonditi ha riguardato l'inclusività del linguaggio e delle immagini. I partecipanti hanno osservato come alcuni materiali risultino ancora orientati verso target specifici o adottino modalità comunicative che non rappresentano pienamente la pluralità delle persone in termini di età, identità di genere e orientamento sessuale. È emersa quindi l'esigenza di sviluppare strumenti informativi capaci di rappresentare in modo più equilibrato la diversità della popolazione, evitando formulazioni stereotipate e favorendo un linguaggio inclusivo, senza rinunciare alla chiarezza e al rigore scientifico.
Dal confronto sono emerse anche indicazioni operative per migliorare l'efficacia dei materiali: limitare l'uso di tecnicismi quando non necessari, adottare un tono comunicativo coerente, valorizzare immagini e impaginazione per facilitare la lettura e coinvolgere in modo continuativo associazioni e stakeholder nella progettazione e nella revisione dei contenuti.
«Una comunicazione sanitaria efficace non dipende solo dalla correttezza delle informazioni, ma anche dalla capacità di essere comprensibile, accessibile e rappresentativa delle persone a cui si rivolge. Il confronto con professionisti, ricercatori e associazioni ci ha permesso di raccogliere indicazioni preziose per migliorare i materiali informativi del progetto ICARE. L'obiettivo è sviluppare strumenti che coniughino rigore scientifico e inclusività, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle informazioni sulla prevenzione e alla salute», afferma Chiara Cassani, principal investigator del progetto e ginecologa oncologa del San Matteo.
Le indicazioni raccolte costituiranno un contributo fondamentale per le prossime fasi del progetto ICARE e guideranno la revisione dei materiali informativi. L'obiettivo è promuovere una comunicazione sanitaria sempre più equa, accessibile e rispettosa delle differenze, contribuendo a migliorare l'accesso alle informazioni, ai percorsi di prevenzione e ai servizi di cura.
Al focus group hanno partecipato Paola Possanzini (AIMGAY), Bianca Iula, Chiara Cassani, Luca Brigada Villa, Manuel Carminati e Sara Bosatra (Bussole LGBT), Simone D'Alpaos, Arianna Stucchi, Serena Coschignano, Adalberto Lovotti, Chiara Barletta, Amelia Barcellini, Claudio Baggini (Bussole LGBT), Alec Sebastian D'Aulerio, Paolo Russo (CIG Arcigay Milano) e Alessandra Fuccillo.
Il progetto ICARE è finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dal Policlinico San Matteo, con il coinvolgimento di partner di eccellenza come l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Università degli Studi di Pavia, la Fondazione CNAO, IRCCS Maugeri Pavia e diverse associazioni di settore.