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Chirurgia e adroterapia per i tumori ossei

Chirurgia e adroterapia per i tumori ossei

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06 nov/19

Alcuni tumori ossei come sarcomi e cordomi rappresentano una sfida difficile per la medicina perché sono particolarmente aggressivi e spesso si sviluppano vicino a organi e tessuti sensibili che devono essere il più possibile messi al riparo dagli effetti collaterali delle terapie oncologiche e degli interventi chirurgici.
Ne parliamo con Stefano Bandiera, chirurgo ortopedico della Struttura complessa di chirurgia vertebrale oncologica e degenerativa dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna


Con CNAO state portando avanti uno studio clinico d’avanguardia mondiale finalizzato a confrontare l’efficacia e gli effetti collaterali di chirurgia e adroterapia con ioni carbonio nel trattamento del cordoma dell’osso sacro. Può rivelarci già alcuni risultati?
Se ancora oggi, in base ad una esperienza internazionale universalmente condivisa, il trattamento chirurgico di resezione in blocco offre il migliore controllo locale della malattia, la Carbon-ion therapy (l’adroterapia con ioni carbonio) offre allo stesso modo, anche se con un'esperienza più ridotta, la possibilità di arresto della progressione del tumore. Il trattamento radiante ad alte dosi mediante ioni-carbonio ha inoltre il vantaggio di esporre il paziente a rischi più ridotti di complicazioni neurologiche, di fratture da insufficienza e infezioni.
 
I cordomi sono tumori rari particolarmente aggressivi che si sviluppano in aree dell’organismo molto sensibili e associate a funzioni vitali, come la base del cranio, colonna vertebrale e osso sacro. Quali sono i fattori di rischio cui prestare particolare attenzione e quali i principali sintomi?
Il sintomo più frequente e, sfortunatamente molto aspecifico, è il dolore, che è spesso sordo, continuo e lentamente ingravescente. A volte può creare deficit di forza e/o di sensibilità se determina una compressione del midollo o delle radici. Nel caso di un cordoma del sacro, può determinare come primo sintomo una stipsi sempre più evidente.

Come sta evolvendo l’approccio a queste patologie? C’è maggiore integrazione tra i chirurghi e gli altri specialisti come oncologi medici e radioterapisti? 
Assolutamente sì. L'approccio multidisciplinare con oncologi, radioterapisti, chirurghi è assolutamente imprescindibile per decidere il tipo e le tempistiche del trattamento per ogni tipo di tumore. Questo approccio multidisciplinare è ancora più importante per il trattamento di tumori come il cordoma che presentano una nota resistenza alle terapie chemioterapiche e alla radioterapia "tradizionale".

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