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NEWS
N 4 | 2018
Alleanza Italia-Francia per la cura dei tumori più difficili Alleanza Italia-Francia per la cura dei tumori più difficili La Francia sceglie CNAO come partner scientifico per uno studio internazionale sui tumori non operabili e resistenti alla radioterapia. I pazienti francesi verranno al CNAO per curarsi con l’adroterapia con ioni carbonio. Al mondo sono solo 4 i Paesi che hanno costruito e messo in funzione acceleratori di particelle capaci di generare i fasci di ioni carbonio che si utilizzano in medicina per curare i tumori inoperabili e resistenti alla radioterapia ai raggi X: Italia, Germania, Cina e Giappone. La Francia, che non dispone ancora di questa tecnologia, ha deciso di lanciare uno studio internazionale per confrontare l’efficacia della terapia con ioni carbonio (adroterapia) con quella della radioterapia con fotoni e protoni e ha scelto l’Italia e il CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica come partner scientifici. La ricerca, che prende il nome di “Etoile”, prevede l’arruolamento di pazienti in Francia che saranno suddivisi in 2 gruppi, di cui uno sarà trattato con forme di radioterapia più evolute e precise sul bersaglio (radioterapia con protoni o con fotoni) e l’altro con un’ulteriore evoluzione delle terapie anti-cancro ovvero l’adroterapia con ioni carbonio. Le persone del secondo gruppo saranno trattate al CNAO che dal 2011 a oggi ha già accolto oltre 1800 pazienti. Al centro dello studio i casi non operabili o non completamente operabili di tumori come i carcinomi adenoideo cistici della testa e del collo, i sarcomi dei tessuti molli, gli osteosarcomi, i condrosarcomi e i cordomi della colonna o del sacro. Lo studio, che ha già arruolato 3 pazienti ed è finanziato dall’Assurance Maladie, dal Ministero della Salute francese e dalle organizzazioni francesi NetSarc-ResOs e Refcor, durerà 7 anni. Il coordinatore internazionale della ricerca è Pascal Pommier, radioterapista, del Centre Léon Bérard di Lione mentre gli Ospedali Civili di Lione sono l’ente promotore.
Scuola-lavoro: progetto pilota di CNAO per le scuole superiori Scuola-lavoro: progetto pilota di CNAO per le scuole superiori A luglio uno studente dell’Istituto Tecnico Cardano di Pavia passerà 3 settimane al CNAO per conoscerne tutte le attività e lavorare al fianco dei professionisti. Tutto è iniziato con una visita guidata all’acceleratore di particelle del CNAO dedicata agli studenti delle scuole superiori: in quella occasione Lorenzo, studente del terzo anno all’Istituto Tecnico Industriale Statale Gerolamo Cardano di Pavia, è rimasto colpito dalla macchina che accelera protoni e ioni carbonio per curare i tumori e ha manifestato interesse per conoscere meglio e più da vicino il lavoro portato avanti dal centro. Così è nato il progetto pilota scuola-lavoro che CNAO ha definito insieme all’Istituto Cardano: Lorenzo dal 6 luglio, per tre settimane, sarà al CNAO per conoscerne tutte le attività, dall’area clinica, a quella tecnologica, amministrativa e legata alla comunicazione. Lorenzo sarà seguito dai professionisti del CNAO che illustreranno gli obiettivi delle diverse aree e sarà al loro fianco per osservare e conoscere il lavoro quotidiano.
“Il tumore, la gravidanza, il CrossFit”: la storia di Marisa “Il tumore, la gravidanza, il CrossFit”: la storia di Marisa Ha scoperto di avere un meningioma mentre era incinta di sua figlia e, dopo il parto, è arrivata al CNAO per le cure. Oggi Marisa sta bene e racconta la sua esperienza Nel novembre del 2016 Marisa è incinta di sua figlia Anita nel terzo trimestre di gravidanza, quando alcuni problemi alla vista la convincono a fare una visita e una risonanza magnetica. La diagnosi è meningioma benigno che comprime alcuni nervi cranici causando i disturbi alla vista: “Non so ancora descrivere come mi sono sentita in quel momento” - dice Marisa - “Continuavano a ripetermi che era benigno ma la parola tumore rimbombava nella mia testa e mi spaventava da morire”. Per poter pianificare subito le cure, i medici decidono di far nascere sua figlia Anita con un parto cesareo alla 35esima settimana e di optare per le cure al CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, dove i tumori non operabili perché troppo vicini a organi sensibili, come quello di Marisa, sono trattati con fasci di protoni o ioni carbonio che colpiscono con precisione la massa tumorale e riducono moltissimo gli effetti collaterali. Marisa inizia le terapie nel febbraio del 2017 e, grazie all’aiuto della sua famiglia, riesce a conciliarle con la cura di sua figlia Anita. Il trattamento ha successo e gli esami di controllo periodici a cui Marisa si sottopone mostrano una riduzione progressiva della lesione. Marisa oggi sta bene, lavora in una farmacia della sua città, Pavia, ed è tornata alle sue passioni come i viaggi e soprattutto il CrossFit che pratica da 6 anni. “Spero che i prossimi controlli ‘mi diano il via libera’ per poter dare un fratellino o una sorellina ad Anita.” spiega Marisa
CENTRO NAZIONALE DI ADROTERAPIA ONCOLOGICA
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