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Sport, cancro e prevenzione

Sport, cancro e prevenzione

Dr.ssa Francesca Valvo - Direttore Medico

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Perché l’attività fisica aiuta a prevenire il cancro?

È  ancora relativamente poco noto attraverso quali meccanismi l'attività fisica eserciti  l’effetto protettivo nei confronti del tumore. In ogni caso fare sport in maniera costante oltre a controllare il peso corporeo, influenza il sistema endocrino, quindi la produzione di ormoni e lo stato di attivazione del sistema immunitario. Recenti ricerche scientifiche hanno correlato il grado di attività fisica con l'incidenza di 26 tipi diversi di tumore dimostrando che chi  svolge fisica rispetto ai sedentari ha un'incidenza più bassa di  ben 13 tipi di tumore. In particolare una minor incidenza di adenocarcinoma dell'esofago (- 42%), di tumore del fegato  (-27%), del polmone  (-26%), del rene  (-23%), del cardias (-22%), dell'endometrio (-21%), della leucemia mieloide (-20%), di mieloma (-17%), di tumore del colon  (-16%), di tumori della testa collo  (-15%), di tumore del retto (-13%), della vescica  (-13%) e della mammella (-10%).

L'effetto protettivo dell'attività sportiva, nel caso dei tumori di polmone ed endometrio è risultata ancor più protettiva nei soggetti in sovrappeso e obesi. 

 

Quali sono gli sport più indicati?

Tutti gli sport in cui è prevalente l’attività aerobica che aumenta la frequenza cardiaca,  come le passeggiate con passo sostenuto, la corsa, le escursioni in montagna, la bicicletta, il nuoto, sci di fondo. Possono bastare 30-60 minuti di attività moderata 5 volte a settimana a ridurre il rischio di ammalarsi.

Sul  meccanismo attraverso il quale l’attività fisica agisce come protezione, sono state fatte diverse ipotesi. Lo sport potrebbe influenzare il bilancio energetico dell’organismo, il metabolismo ormonale, i livelli di insulina nel sangue e sui meccanismi dell’infiammazione e regolazione del sistema immunitario.

Secondo le stime del World Cancer Research Fund, il 20-25% dei casi di tumore insorgono in persone che mangiano troppo e non praticano sport. Per l'Organizzazione mondiale della sanità, una percentuale che varia dal 9 al 19% di tutti i tumori è causata dalla esclusiva mancanza di movimento".

 

L’attività fisica è consigliata per i pazienti che sono sottoposti alle terapie a anticancro? 

Certamente le terapie antitumorali spesso sono gravate da importanti effetti collaterali, primo fra tuti la cosiddetta “fatigue” cioè il senso di spossatezza che compromette la qualità di vita delle persone in cura. Quando è possibile è sempre consigliabile mantenere un’ attività fisica sia

per gli effetti  positivi sul tono dell’umore sia perché in alcuni tipi di neoplasie come il colon retto o la mammella possono migliorare la sopravvivenza e la risposta ai trattamenti e addirittura contrastarne gli effetti collaterali.

Una nostra paziente, amante dell’alpinismo ha proseguito nelle sue attività sportive durante il fine settimana, nonostante fosse sottoposta al trattamento di Adroterapia grazie all’ assenza di effetti collaterali importanti compromettenti la qualità della vita anche durante la terapia.

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