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Sole, estate e salute della pelle

Sole, estate e salute della pelle

Dr.ssa Francesca Valvo - Direttore Medico

Homepage Per saperne di più Domande agli specialisti Sole, estate e salute della pelle

La luce dal sole ha tanti effetti benefici per l’organismo ma un’eccessiva esposizione ai raggi solari può far male. Perché?

Senza il sole non ci sarebbe vita sulla terra, tuttavia l’eccessiva esposizione può nuocere.

I raggi ultravioletti UV-A stimolano l'abbronzatura ma danneggiano le fibre elastiche della pelle e sono quindi i principali responsabili della formazione delle rughe che tanto inquietano noi donne.

I raggi UV-B, che attivano la fotosintesi clorofilliana che fa crescere le piante, negli esseri umani inducono la produzione di vitamina D, utile per molti organi e non sufficientemente assunta con la dieta, e migliorano il tono dell'umore. Ma sono anche causa delle scottature solari: un'eccessiva esposizione a questi raggi è associata all’insorgenza di numerose patologie tumorali della pelle. Dalle cellule che producono la melanina che dà il colore alla pelle, può avere origine il melanoma, il più pericoloso e insidioso dei tumori cutanei. La sua insorgenza può dipendere da eccessive esposizioni al sole e scottature, soprattutto nell'infanzia, ma dipende anche dalla predisposizione familiare oltre che dal colore della pelle (i soggetti di pelle chiara sono più a rischio). Altri tumori più frequenti sono i carcinomi basocellulari, o basaliomi, e i tumori squamocellulari frequenti in persone che per ragioni professionali (contadini, pescatori eccetera) sono esposti all'azione dei raggi ultravioletti. Sono tumori che possano essere individuati e asportati chirurgicamente con successo.

 

Come si protegge la pelle?

Ridurre l’esposizione è l’unico modo per prevenire l’insorgenza di questi tumori cutanei insieme all’utilizzo di una crema solare con fattore di protezione adatto. Una protezione con un fattore compreso tra 15 e 25 è sufficiente per proteggere la maggior parte delle persone. I fototipi più scuri possono usare un grado di protezione più basso, mentre chi ha la pelle chiara deve stare sempre attento e usare una protezione alta. Controllare sempre che la crema sia anche anti UV-A e che non sia scaduta e non usare l’anno dopo il residuo rimasto poiché avrà perduto le sue proprietà protettive.

Applicare la crema prima di uscire e più volte nel corso della giornata e dopo ogni bagno o attività sportiva. Usare il cappello, abiti leggeri e occhiali da sole, con lenti che proteggano almeno dal 99% dei raggi UV-A e UV-B oltre che stare all’ombra è raccomandato. Anche l'abuso di lampade e lettini solari è stato definito come cancerogeno e va limitato.

 

Il sole può minacciare anche la salute degli occhi? Come ci si protegge?

I raggi ultravioletti possono provocare dei tumori anche nell’occhio, in rari casi un carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva, e favoriscono la cataratta (degenerazione del cristallino che diventa sempre più opaco fino alla cecità).

Non bisogna poi dimenticare che il melanoma si può sviluppare all’interno delle strutture dell’occhio che ci permettono di vedere come la retina.

Il melanoma oculare è una rara ma terribile malattia che colpisce circa 350/400 pazienti all’anno in Italia. Diagnosticabile in centri dedicati è suscettibile di trattamento chirurgico (asportazione dell’occhio) o conservativo sia dell’occhio che della funzione con l’impiego della protonterapia.

A CNAO sono state messe a punto le procedure per l’irradiazione di questi pazienti che fino ad ora erano costretti ad andare all’estero per essere curati.

L’impiego della protonterapia nel trattamento del melanoma oculare è indicato per la selettività spaziale che fa sì che si possa erogare una dose curativa al volume tumorale preservando al meglio i tessuti limitrofi. I risultati in termini di controllo di malattia, ad oggi disponibili in letteratura, hanno dimostrato un evidente superiorità di questa tecnica rispetto alle forme convenzionali di radioterapia con fotoni. Oggi, il melanoma oculare rappresenta un'indicazione consolidata, con ampio consenso della comunità scientifica, all’impiego della adroterapia.

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