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Intervista al Presidente Erminio Borloni

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L’adroterapia è stata inserita nei nuovi Livelli Essenziali d’Assistenza (LEA) come prevede il provvedimento appena firmato dal Ministro della Salute. Cosa cambia per i pazienti italiani?

E’ un’ottima notizia: tutti i pazienti potranno avere accesso diretto all’adroterapia senza dover sostenere i costi delle cure che saranno a carico del Sistema Sanitario Nazionale ed è incoraggiante perché l’adroterapia è la cura più indicata per molti tumori che non sono operabili o che non rispondono alla radioterapia convenzionale ai raggi X.

Dobbiamo comunque attendere che i nuovi LEA siano operativi il prossimo anno, dopo la firma del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Economia e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Di quali tumori parliamo?

Tra i tumori che abitualmente trattiamo al CNAO e che sono previsti dai LEA possiamo elencare i cordomi e i condrosarcomi della base del cranio, i tumori del tronco encefalico e del midollo spinale, i sarcomi del distretto cervico-cefalico, gli osteosarcomi, i meningiomi intracranici, i melanomi oculari e i tumori che colpiscono l’area delle orbite, il carcinoma adenoideo-cistico delle ghiandole salivari e i tumori solidi pediatrici.

Nei nuovi LEA non sono però stati inseriti tutti i tumori che si possono oggi curare con l’adroterapia. Con le istituzioni stiamo continuando a lavorare per poter estendere sempre più l’utilizzo di questa terapia alle forme di tumore per cui si sta dimostrando efficace.

 

Il 2016 ha portato tante novità positive. Quali sono? 

Oltre ai nuovi LEA, mi piace sottolineare che a settembre il CNAO ha ricevuto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) la marcatura CE per l’acceleratore di particelle che genera fasci di protoni e ioni carbonio con cui colpiamo le cellule tumorali.

Con la marcatura CE si certifica che il nostro acceleratore è sicuro e idoneo non solo per il trattamento dei tumori che verranno inseriti nei LEA, ma anche per trattare nuove patologie per cui l’adroterapia può essere indicata, quali il tumore del pancreas, del fegato, del polmone, i tumori cerebrali nei giovani adulti e quelli ginecologici.

Dall’inizio dell’attività clinica del CNAO sono stati trattati complessivamente più di 1000 pazienti. Pur considerando che il periodo di osservazione è in genere ancora breve, possiamo dire che i risultati sono positivi e in linea con le aspettative. In media l’80% dei tumori trattati risulta in controllo e spesso in remissione. Questi pazienti oggi stanno bene.

 

Quali sono gli obiettivi per il prossimo anno?

Nel 2017 vogliamo far conoscere sempre più le potenzialità dell’adroterapia. La comunicazione rafforzerà il legame con i medici e le associazioni scientifiche per una selezione più efficace e mirata dei pazienti elettivi per l’adroterapia.

Vogliamo incrementare ancora le attività di ricerca scientifica e le collaborazioni con le Università che stanno già dando molti frutti: in questi giorni ad esempio è stato effettuato al CNAO il primo test di un sistema di monitoraggio in grado di fotografare in tempo reale ciò che accade nei pazienti nel momento in cui sono sottoposti a una seduta di adroterapia. Il sistema, che prende il nome di INSIDE (“Innovative Solution for Dosimetry in Hadronthreapy”), ha l’obiettivo di rendere ancora più efficace, sicura e precisa l’adroterapia. Il progetto è stato sviluppato grazie a una collaborazione tra il CNAO e l'Università di Pisa, le Università di Torino e di Roma "La Sapienza", il Politecnico di Bari e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN.

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