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Lunedì, 17 Agosto 2015 22:50

La storia del Centro


La storia del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica è iniziata con la pubblicazione, nel maggio del 1991, del rapporto “Per un centro di teleterapia con adroni” firmato da Ugo Amaldi e Giampiero Tosi. Allora Giampiero Tosi dirigeva la Fisica sanitaria del Niguarda ed era il più noto fisico medico italiano; Ugo Amaldi, fisico delle particelle e degli acceleratori, già membro per quindici anni all’Istituto Superiore di Sanità, era all’epoca al CERN di Ginevra dove dirigeva una collaborazione di circa cinquecento fisici, per la realizzazione e l’utilizzo di uno dei quattro grandi esperimenti dell’acceleratore LEP.
 
ugo.amaldiLa pubblicazione del 1991, suscitò l’interesse di Nicola Cabibbo, allora Presidente dell’INFN. Così nel 1992 fu dato un primo finanziamento per iniziare lo studio di un nuovo acceleratore che fosse in grado di accelerare sia protoni che ioni leggeri da utilizzare nella nuova terapia dei tumori profondi. Lo studio finanziato dall’INFN fu chiamato ATER, un abbreviativo di “AdroTERapia”, la parola coniata da Amaldi per questo nuovo tipo di radioterapia.
 
Giampiero.Tosi
Nel 1992, per raccogliere i fondi e il personale necessari alla progettazione del Centro, fu creata la Fondazione TERA con sede a Novara. In 18 anni più di centosettanta fisici, ingegneri, informatici e tecnici sono stati o dipendenti oppure borsisti di TERA.
 
Tra il 1992 e il 2002 furono portati a termine tre disegni completi del centro, basati su sincrotroni di caratteristiche diverse, adatti alla possibile realizzazione prima a Novara (negli anni 1993-1995) e poi a Milano, vicino all’Abbazia di Mirasole (1996-1999). Ma, dopo inizi molto promettenti, gli ostacoli più diversi impedirono la realizzazione di questi progetti.
 
Nel 1995, per far sviluppare l’adroterapia in Europa e non soltanto in Italia, Amaldi convinse la Direzione del CERN dell’opportunità di progettare, a livello europeo, un sincrotrone per ioni carbonio e protoni ottimizzato per la terapia. Questo studio fu chiamato Proton Ion Medical Machine Study (PIMMS) e fu completato nel 2000 e TERA ne trasse una versione più compatta denominata PIMMS/TERA che poi si è evoluta nella versione CNAO definitivamente realizzata a Pavia.
 
Umberto Veronesi, nominato nel maggio del 2000 Ministro della Salute, decise di finanziare la realizzazione del CNAO, che ben conosceva fin dal 1992. Nella primavera del 2001 fu creata la Fondazione CNAO. Il Ministro Gerolamo Sirchia, appena nominato, insediò una Commissione per analizzare il progetto e, non appena fu emesso parere positivo, nel novembre del 2001 insediò il Consiglio, che nominò Presidente Erminio Borloni.
 
Erminio.Borloni
Erminio Borloni
Erminio Borloni introdusse un approccio manageriale nella realizzazione del centro e, in aggiunta agli Enti fondatori inclusi per decreto ministeriale nella Fondazione, riuscì a creare attorno al progetto una rete di collaborazioni nazionali e internazionali che rappresentano tuttora la spina dorsale del sistema CNAO. Il Presidente acquisì anche da TERA il personale giovane, qualificato e molto motivato che affiancò agli Enti della collaborazione per attuare la fase di costruzione e diventare poi il motore interno della successiva fase di gestione del CNAO.
 
I membri Fondatori della Fondazione CNAO sono: l’Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano, il Policlinico San Matteo di Pavia, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’Istituto Neurologico Besta di Milano, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e la Fondazione TERA di Novara.
Ai Fondatori si sono aggiunti i Partecipanti istituzionali: INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Università di Pavia, Università di Milano, Politecnico di Milano, Comune di Pavia e infine come Partecipante la Fondazione Cariplo.
 
Gli anni dal 2002 al 2004 furono essenziali per la costruzione della struttura manageriale l’acquisizione di solide basi di contribuzione al progetto e la finalizzazione, in ambito tecnico, dei disegni e delle specifiche sia degli edifici e impianti che dell’alta tecnologia. Con questa organizzazione dispiegata in campo, la costruzione vera e propria del CNAO ha avuto inizio nel 2005, con la cerimonia della posa della prima pietra il 5 Marzo 2005 e con l’effettivo inizio delle lavorazioni nell’estate dello stesso anno.
 
Gli anni dal 2005 al 2009 sono stati una veloce cavalcata per portare a termine l’opera nel minor tempo e con il massimo del rapporto qualità-costo: oltre 400 ditte hanno lavorato per il CNAO, di cui 350 italiane; più di mille gli ordini e i contratti; 15 le gare ad evidenza pubblica bandite in ambito europeo; oltre 70 le autorizzazioni che sono state ottenute in settori che spaziano dalla costruzione alla sicurezza, dalla radioprotezione e all’esercizio della struttura.
 
Con la cerimonia di Inaugurazione del CNAO, il 15 Febbraio 2010, si chiude la fase della costruzione del centro e si apre la seconda fase, quella denominata della sperimentazione clinica, che porterà al trattamento di qualche centinaia pazienti scelti tra una ventina di patologie elettive per l’adroterapia. Questa fase che si svolge nel biennio 2010-2012 permetterà di validare scientificamente l’adroterapia nell’ambito ospedaliero italiano e di gettare le basi per la successiva fase di avvio a regime della struttura che intende arrivare a trattare circa 3000 pazienti all’anno espandendo sempre più le indicazioni cliniche e portando avanti al contempo attività di ricerca clinica, radiobiologica e tecnologica.
 
“La fase di costruzione del centro è durata 5 anni, dal 2005 al 2010 e ha richiesto un investimento capitale pari a 133 milioni di Euro. A questa fase sono seguiti 3 anni di sperimentazione clinica richiestaci dal Ministero della Salute, il cui costo complessivo è stato pari a 37,2 milioni di Euro. Questo percorso ha portato alla marcatura CE del centro e a breve l’adroterapia sarà inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza.
 
Il progetto CNAO è stato realizzato grazie ad un’importante rete di collaborazioni nazionali e internazionali che ha permesso di risparmiare notevolmente sui costi di realizzazione formando al tempo stesso alte competenze professionali. Per questo motivo oggi il CNAO rappresenta un modello a cui molti si ispirano e diverse sono le richieste che ci arrivano da varie parti del mondo per la realizzazione di centri con le stesse caratteristiche”.
Last modified on Giovedì, 29 Settembre 2016 14:27
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